Luigi Di Maio cerca un alleanza con i gilet gialli

Esponenti di un governo del unione europea incoraggiano una rivolta in un altro paese del UE.

Ce il rischio di compromettere i rapporti tra la Francia e Italia, segnati già dalla crisi.

Tra Macron e Salvini ci sono state critiche e parole molto dure.

Il gennaio e stata varcata la sogia con le esternazioni di Salvini, capo della lega e Di Maio, leader Movimento cinque stelle.

Salvini, alleato di Marine Le Pen mentre Di Maio ha scritto una lettera ai francesi a non mollare offrendo aiuto del proprio movimento, la situazione fuori da ogni cannone diplomatico e soprattutto che strano i fatto che un movimento sostenga il movimento di un altro paese

La lega e i cinquestelle sono alleati ma anche avversari.

in italia si dice che le due forze di governo rappresentano il potere e opposizione

Il sostenere i ribelli francesi dalla parte dei due leader per dimostrare che pure loro sono contro il sistema

La lega alleato di estrema destra, mentre il movimento cinquestelle offre il proprio aiuto ai gilet gialli

Gli analisti pensano che i gilet gialli francesi somigliavano ai discepoli di Beppe Grillo, fondatore del movimento cinquestelle

COMMENTO

Secondo me e giusto che i francesi protestino contro il governo, ma allo stesso tempo non e giusto che devastino il paese si potrebbe protestare in un altro modo.

Pero sono contro il fatto che Di Maio appogiandosi ai gilet perche cosi rovina tutta europa.

Nel senso che tra europei ci dovremmo aiutare mentre cosi Di Maio peggiora tutto.

Lorenzo Piazzalunga

Il 7 gennaio ha pagato 89 camionisti, dando a ciascuno 550 sterline, per simulare l’immenso ingorgo stradale che si verificherebbe nel Kent se alla fine di marzo il Regno Unito uscisse dall’Unione europea senza un accordo.

Invece c’era una ragione, di natura politica, per questa messa in scena. Ovvero convincere i britannici, e in particolare il parlamento, che il governo conservatore di Theresa May è davvero pronto a portare il Regno Unito fuori dell’Ue, anche senza accordo, se il parlamento respingerà il piano della premier britannica.

May non è in grado di far approvare dal parlamento l’accordo che ha negoziato con l’Ue, e che almeno salverebbe gli scambi commerciali. Non ha a disposizione i voti necessari. E non può neanche chiedere all’Ue di modificare l’accordo.

L’opposizione al suo accordo in parlamento è così forte che ha dovuto cancellare un voto sulla questione,Adesso non può tirarsi indietro dal voto previsto il 15 gennaio, ma le mancano comunque i voti. Quindi minaccia di buttarsi dalla finestra e di trascinare tutti gli altri con sé

Il problema è che nessuno le crede. May ha manipolato le regole e le scadenze parlamentari per far credere che non esistano alternative legali al suo piano, a meno di non andare incontro a una catastrofica Brexit senza accordo.

. Il parlamento può bloccare il piano di May, ma in assenza di un’alternativa, la Brexit entrerà automaticamente in vigore il 29 marzo, senza un accordo. E sarebbero guai seri.Quanto seri? Willam Hague, ex leader del Partito conservatore,“Non so cosa succederebbe dopo una bocciatura dell’accordo di May… Il caos costituzionale, il caos di un secondo referendum, il caos di un’uscita senza accordo, il caos di un governo laburista guidato da Corbyn.

E quindi cosa succederà davvero quando il parlamento voterà a fine mese?                     Ma il rischio è che non esista alcuna maggioranza possibile per alcuna decisione, nel qual caso il parlamento finirà per votare a favore di un secondo referendum.

May ha promesso che non permetterà che questo accada, perché sarebbe un tradimento di quel 52 per cento che ha votato per uscire dall’Ue nel primo referendum del giugno 2016. Ma è probabile che alla fine accetterà questo esito

Commento:

l’ingilterra sta vivendo un momento molto inportante nella storia del paese l’uscita dalla unione europea protrebbe dare un aspetti positivi e aspetti negativi ,e il paese ha fino al 29 marzo per prendere una decisione senò si votera per il secondo referendum.

6IX9INE ARRESTATO

https://www.repubblica.it/spettacoli/people/2018/11/21/news/tekashi_6ix9ine-212224282/ 

L’artista accusato di rapina, spaccio, possesso illegale di arma da fuoco è stato fermato per aver infranto il patteggiamento di tre anni fa quando fu condannato per reati sessuale con minorenni

Rapina, spaccio e possesso illegale di arma da fuoco: sono solo alcune delle accuse rivolte al rapper americano Tekashi 6ix9ine, 22 anni.

Rischia una condanna che va da 25 anni all’ergastolo. Secondo quanto riferisce Tmz, Daniel Hernandez (in arte 6ix9ine o Tekashi o Tekashi69) è stato arrestato nella notte tra domenica e lunedì a New York dall’Fbi insieme al al suo ex manager Kifano Jordan (licenziato la scorsa settimana) e altre due persone con sei diversi capi d’accusa.

Il rapper Hernandez è stato coinvolto in altri guai con la giustizia: a maggio è stato accusato di aggressione armata e a luglio è stato arrestato in Texas.

Ora l’arresto, in seguito a indagini avviate già cinque anni fa sulle attività della Nine Trey Bloods, la gang alla quale Tekashi sarebbe legato. Le accuse mosse nei confronti di Tekashi 6ix9ine sono racket e possesso illegale di arma da fuoco, ma il rapper deve anche chiarire la sua posizione riguardo una sparatoria in cui è stato coinvolto per difendere gli affari di droga della sua gang contro una rivale. E non finisce qui, perché Tekashi è accusato anche, assieme all’ex manager, di aver preso parte a una rapina a mano armata avvenuta lo scorso aprile e, assieme alle altre persone arrestate, di spaccio di sostanze stupefacenti come eroina, fentanyl, Mdma e marijuana a New York.

L’avvocato del giovane rapper ha chiesto il rilascio su cauzione, a condizione che il suo assistito fosse tolto il passaporto (così da non poter espatriare), pagare un milione di dollari e stare agli arresti domiciliari, ma il giudice ha negato la cauzione decidendo per la detenzione e spiegando che Hernandez potrebbe essere ancora un pericolo per la comunità anche se le condizioni fossero rispettate.